martedì 15 dicembre 2009

Il settore delle Ricerche di Mercato in Italia. Intervista a Giorgina Baldi (Leader Field – Marketing Research, Milano)

Come sono cambiati negli ultimi tre anni bisogni e comportamenti dei clienti del settore?

E' stato possibile rilevare una costante tendenza a richiedere sempre più qualità ad un minor costo. In pratica l’affermazione “value for money” è sbandierata in linea teorica, si richiedono sempre più spesso parametri ben definiti per supportare/dimostrare l’eccellenza della qualità, ma allo stesso tempo si vuole spendere sempre meno dando l’impressione di voler essere rassicurati formalmente senza porsi il problema di come si possano soddisfare certe esigenze a costo 0.

Qual'è l'impatto delle nuove normative e tecnologie sull'offerta di servizi tradizionali?

I principali mutamenti normativi riguardano la disponibilità/accessibilità ai numeri telefonici e relative autorizzazioni per la legge sulla privacy. Certamente ciò ha reso più difficoltosa l’effettuazione di interviste telefoniche. Tale metodologia continua ad essere in uso e richiesta dai Clienti, ma se non cambiano le condizioni operative, prevediamo una diminuzione di tale attività nel prossimo futuro a favore di un incremento delle interviste on-line. Tale soluzione che può anche dimostrarsi più economica ha un vizio di fondo, gli intervistati appartengono ad un panel che viene ripetutamente sollecitato e quindi i rispondenti diventano degli “specialisti” dell’intervista, perdendo quel connotato di spontaneità e genuinità che è indispensabile per poter affermare che il campione sia rappresentativo del target di riferimento.

A fronte di questi cambiamenti, le PMI del settore hanno sviluppato nuovi servizi?

Premesso che in Italia non esiste una cultura delle ricerche di mercato né a livello consumatori né a livello di PMI, confondendo spesso ricerche e sondaggi d’opinione, l’unica possibilità che rimane ad un piccolo operatore che vuole mantenere la sua indipendenza è dimostrare le sue capacità in termini di professionalità, competenza, qualità e soprattutto flessibilità. Tali caratteristiche sono molto ricercate dai clienti e spesso in possesso delle grandi realtà. Non esiste nessuna forma di supporto che permetta ad una piccola azienda di investire per sviluppare nuove soluzioni tecnologiche o sperimentare nuovi servizi, non resta quindi che puntare sulle proprie capacità e reputazione.In un tal contesto, pur essendo la differenziazione un elemento fondamentale per lo sviluppo dell'impresa, non si è in grado di sviluppare nuove metodologie, opportunamente testate e validate per l'impossibilità di impiego di risorse non a disposizione della piccola impresa.

Allo stato attuale, per aver successo nel settore è più importante fare volumi o essere specializzati?

Nel nostro settore dove i grandi concorrenti dichiarano ‘specializzazioni’ che investono metodologie e modelli di analisi differenti, puntare su una ‘super-specializzazione’ non paga perché sarebbe troppo riduttivo e non esiste mercato per prodotti di nicchia da parte di una piccola realtà aziendale che non sia supportata da collegamenti con Università o altre istituzioni. E’ preferibile rinunciare all’incarico se richiesti di portare a termine un progetto con un approccio metodologico per il quale non abbiamo la sufficiente esperienza e competenza.I volumi sono necessari per la sopravvivenza, ma senza esagerare per non perdere di vista la qualità del lavoro.

Secondo lei, invece quali logiche dovrebbero essere abbandonate?

Purtroppo in Italia, con esclusione delle grande aziende che sappiamo rappresentano una buona minoranza degli operatori economici, esiste una diffusa ignoranza riguardo le ricerche di marketing, spesso confuse con i sondaggi di opinione, e sull’utilità che rappresentano per le aziende, specialmente in un periodo di difficoltà come quello attuale. La logica da abbandonare sarebbe quella di non saper valorizzare questo indispensabile strumento e quindi vivere la ricerca come un costo per l’azienda anziché un’opportunità che permetterebbe di ottenere anche dei risparmi incanalando le risorse nella direzione più opportuna evitando sprechi negli investimenti.
Molto spesso la visione un po' miope degli imprenditori che quando sono in una fase economica positiva non sono interessati a guardare avanti, mentre quando sono in fase critica o di recessione, tendono a tagliare i costi o a non investire in ciò che ritengono superfluo, senza valutare i potenziali danni che ne derivano.

Qual è il modello/formula prevalente in Italia?

Più dell’80% del mercato delle ricerche è localizzato in Lombardia, nell’area della grande Milano con un offerta molto ampia e variegata. Qui si concentrano le sedi nazionali dei grandi gruppi multinazionali come pure una miriade di piccole agenzie, alcune perfettamente valide, animate da seri professionisti, altre mimetizzate sotto il grande cappello ‘servizi di marketing’ che offrono di tutto, dal call-center, alle promozioni, al tele-marketing,… Questa poca chiarezza certo non giova a ben delineare chi è professionista della ricerca da chi non lo è.La formula prevalente è quella di offrire il 100% dei servizi richiesti dal Cliente: i più preparati certo sanno distinguere, ma per chi si affaccia per la prima vota è facile fare una scelta sbagliata.

Secondo lei, sta aumentando o diminuendo la loro dimensione nel settore? Perchè?

Si sta assistendo ad una maggior concentrazione in gruppi di grandi dimensioni, in genere con proprietà estera. Il numero di operatori si sta quindi riducendo a causa delle acquisitions, questo anche se di fatto non ritengo che ci sia una pari riduzione nel numero degli addetti.La dimensione aumenta proprio perché un unico operatore internazionale può aver inglobato 2-3-4 piccoli operatori locali. Il motivo è senz’altro la globalizzazione, sempre più spesso una ricerca viene effettuato non più a livello europeo, ma a livello mondiale e spesso le multinazionali si rivolgono a gruppi presenti in 50-60 Paesi perché richiedono l’utilizzo di uguali metodi di lavoro per poter più facilmente comparare i risultati ottenuti in diversi continenti.

Secondo lei, quale sarà la tendenza di variazione di fatturato nel settore nei prossimi 3 anni? E quale la variazione nei costi?

Il settore nel suo complesso, ritengo manterrà un segno positivo, anche se sempre ad un livello inferiore al tasso di crescita in Europa o a livello mondiale, potrebbe arrivare ad un +3,2 % alla fine del terzo anno.Gli unici costi che possono incidere in modo significativo sono relativi a: carburante, tariffe telefoniche, oneri fiscali. E’ auspicabile che nei tre anni non si superi una soglia del 2-2,5%.


Giorgina Baldi
International Operations Mgr.
Leader Field Marketing Research srl
Leader Field (http://www.leaderfield.com) è un Istituto attivo dal 1978 nel campo delle Ricerche di Mercato. Offre servizi di Ricerca quantitativa e qualitativa (full service).

mercoledì 25 novembre 2009

Banda larga, l’internet veloce corre a rilento in Italia_Intervista Sky.it ad Andreina Mandelli (USI/SDA Bocconi)

Alla fine, "la banda larga si farà". Almeno così sembra: stando a quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, il governo dovrebbe stanziare infatti i fondi per internet veloce entro fine anno.
Era stato a inizio novembre, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta a dare lo stop governativo ai fondi, provocando le critiche di Confindustria e della rete. Adesso, dopo le rassicurazioni di Scajola, il “piano Romani” (così si chiama perchè prende il nome del suo promotore, il viceministro allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni) dovrebbe dunque essere finanziato: prevede di garantire - almeno teoricamente - internet veloce a quasi tutta la popolazione italiana, con l’obiettivo di portare la banda larga a 20 Mbs al 96% dei residenti entro il 2012 e raggiungere il restante 4% con una navigazione a 2 Mbps. [...]

“Le attività che possono essere svolte sulla rete grazie alla banda larga sono ovviamente diverse – spiega Andreina Mandelli, docente SDA e professore a contratto presso il dipartimento di management dell' università Bocconi di Milano - Innanzitutto, va considerato l’aspetto formativo: basta visitare il canale “education” di Youtube per rendersi conto come ormai ci siano intere lezioni universitarie, alcune delle quali con docenti di grande fama, interamente disponibili on-line. Ma banda larga vuol dire anche disponibilità di prodotti formativi più strutturati e organici, che usano il video come una delle componenti essenziali di questa formazione a distanza. Chi non ne può usufruire è inevitabilmente tagliato fuori”.
“Osservando il fenomeno nella prospettiva del consumatore digitale – prosegue la docente - le attività che possono essere svolte sulla rete sono poi molto diverse. Un utente che non dispone di internet veloce deve ad esempio rinunciare all’intrattenimento basato sui video, a quello incentrato sui giochi ad alto contenuto di multimedialità, alla video informazione e ai servizi di video-chat”.
Un capitolo a parte merita invece l’e-commerce: “con la banda larga cambia radicalmente l’accesso agli acquisiti on-line: nell’ambito turistico, solo per fare un esempio, una cosa è se voglio vedere una destinazione turistitica attraverso un video, un’altra è se devo semplicemente attenermi alle testimonianze di altri viaggiatori. Tutte attività, queste, in cui viene valorizzata la cosiddetta ‘social richness’: ovvero la ricchezza sociale della modalità video, che è molto più alta di tutte altre forme di comunicazione”.

di Filippo Maria Battaglia - Sky.it (Articolo Integrale)

martedì 24 novembre 2009

Social Media: Managing the complexity by Niccolo' Magnani (MRM Worldwide) at University of Lugano, USI

lunedì 23 novembre 2009

Un Flash Mob contro la Violenza sulle Donne

Si è bloccata per qualche minuto la vita caotica di piazza Duomo nel cuore di Milano: tutti immobili alle 13 e 30 per fermare la violenza contro le donne.
Milano, 23 novembre 2009 – Intervita Onlus, insieme ad altre 300 persone hanno dato vita oggi a un’iniziativa di Flash Mob in piazza Duomo a Milano. Minuti di silenzio e immobilità brandendo cartelli contro la violenza sulle donne per dare voce all’impegno di Intervita al loro fianco.

Credits Photo:A. Pagliarulo
Siamo Pari! è la campagna lanciata da Intervita nel 2009 per i diritti delle donne. Sostegno nel difficile percorso di denuncia delle violenze ma anche formazione professionale e scolastica e microcredito per raggiungere l’autonomia sono gli strumenti di Intervita per un futuro di parità.

venerdì 18 settembre 2009

Did You Know 4.0

domenica 23 agosto 2009

Brand Storytelling: Johnnie Walker, Keep Walking

sabato 22 agosto 2009

Statistics Show Social Media Is Bigger Than You Think

Realized by Erick Qualman (@equalman), Author of Socialnomics

martedì 11 agosto 2009

La GM si affida a eBay

Manovre anticrisi negli Stati Uniti. E la risposta, come spesso accade in questo periodo, è Internet, il digitale che dovrebbe salvarci tutti. Da domani, e fino all'8 settembre, molti cittadini americani potranno acquistare un veicolo della General Motors su eBay. Un tentativo per rilanciare il mercato dell'auto che è frutto di un accordo che le due società hanno annunciato oggi con il lancio di un programma pilota in California.

Sul nuovo sito web gm.ebay.com verranno messi in vendita i modelli Chevrolet, Buick, Gmc e Pontiac. Oltre 225 concessionarie di GM in California partecipano al programma, aggiunge la nota, spiegando che il nuovo sito
permetterà ai clienti di confrontare i prezzi dei modelli, di trattare sul prezzo e di mettersi d'accordo su finanziamenti e pagamenti. Saranno disponibili due modalità, le due tipiche del sito d'aste: "Buy it Now", con cui i clienti compreranno le macchine al prezzo di listino, e "Best Offer", dove invece si svolgeranno delle aste e le vetture andranno al miglior offerente.

martedì 28 luglio 2009

FREE for free: Il nuovo libro di Chris Anderson

FREE (full book) by Chris Anderson (Read in Fullscreen)

sabato 25 luglio 2009

Jeff Bezos (Amazon CEO) raccconta la nuova acquisizione di Zappos.com


Qui la lettera di Tony Hsieh (CEO - Zappos.com) che annuncia la conclusione degli accordi con Amazon ed i combiamenti che avverranno nella sua azienda.

venerdì 24 luglio 2009

From consideration to advocacy

mercoledì 22 luglio 2009

Ranking dei Brand Leader nei Social Media

A new must-read study is out about engagement marketing among the world’s most valuable brands. The engagementdb report, developed by wetpaint and Altimeter (of Charlene Li fame), draws the following conclusion:

“The most valuable brands in the world are experiencing a direct correlation between top financial performance and deep social media engagement. The relationship is apparent and significant: socially engaged companies are in fact more financially successful.”

In the report, the four leaders, Starbucks, Toyota, SAP and Dell, detail their best practices. All companies talk about their commitment to social media and the organizational changes that allowed for their success.

ENGAGEMENTdb: Most Engaged Brands On Social Media -

mercoledì 15 luglio 2009

Social Influential Marketing Report da Razorfish

Ecco i risultati di una ricerca chiamata"Fluent" sul Social Influential Marketing realizzato da Razorfish.

Potete leggere, scaricare e twittare il documento qui.

The survey and conversational driven research also busts three myths about Social Influence Marketing.

1. That companies have figured out how to build their brands in social media. They haven't. For example, six out of 10 consumers don't bother to seek out opinions of brands via social media.

2. That television is dead. It isn't. Consumers view TV ads as more trustworthy than ads on social networks. Marketers need to do more in the social realm, but they need to do it in a way that builds trust first. Brands don't have the trust today.

3. That you cannot measure in the social web. Not only do campaign specific metrics matter and can be measured but we believe a SIM Score for the social web is extremely important. Think of it as the blood pressure for the brand in the social web. In the report, we introduce this index and show the SIM Scores of 5-6 brands in 4 industries. We also compare the online numbers to offline share of voice data to demonstrate how those two worlds are blurring.

Ryanair, un'altro duro colpo alla Brand Reputation


Mentre Ryanair sta considerando l'idea di far rimanere in piedi alcuni dei sui passeggeri durante i voli, far pagar care le telefonate e limitare addirittura l'uso della toilette, alcuni degli intervistati di Brand Republic hanno chiaramente definito questa serie di idee poco felici come "tattiche ridicole" atte solamente a tagliare i costi. Inoltre, sempre secondo i consumatori, se tali azioni venissero realizzate ci sarebbe un triste riscontro sulla reputazione del Brand.
Pienamente daccordo con gli intervistati e sicuro che i conti in rosso fatti registrare nell'ultimo periodo non sono completamente attribuibili alla crescente concorrenza e alla crisi economica.

Reckitt Benckiser lancia la sua prima Corporate Campaign, indovinate dove?

LONDON - Household products giant Reckitt Benkiser (RB) is using online social media and a massive online campaign to launch its first corporate advertising campaign is a bid to make a name for itself with consumers.
The FMCG company, which owns such brands as Vanish and Finish, is to mount a huge online advertising and social media push aimed at people aged 22-32. Andraea Dawson-Shepherd, RB's global corporate affairs director, said: ‘We're doing this because we want to be automatically seen to be in the top three global FMCGs - by anyone who matters.'

The campaign is part of a wider move to start using social media to create a dialogue with this audience. The ads will direct consumers to the company's ‘Fan Page' on Facebook. The firm said it wants to reach ‘the online chattering classes'.

But the company isn't just targeting consumers. It's reaching out to the next generation of suppliers, employees, consumers and shareholders. It is hoping to reach around 70% of this demographic.

from Marketing Magazine

lunedì 13 luglio 2009

Coop regala fazzoletti all'ingresso del cinema...trovata geniale!

Un'azione tanto semplice quanto ben riuscita quella del brand Coop(Svizzera). Dopo aver sponsorizzato tutti i cinema open air della nazione ha provveduto a regalare dei pacchetti di fazzoletti ai partecipanti degli eventi.
Il risultato è stato premiante, considerando che io per primo mi sono ritrovato ad usarli dopo la visione di un film strappalacrime.
Il copy è chiaro ed intuitivo "Per un colpo di scena struggente." non dimenticarti di usare la versione Super Silk (premium price della private label), mentre "Per il lieto fine strappalacrime." usa tutti i pacchetti che vuoi del prodotto piu' economico.
Un'ottimo esempio di strategia creativa vincente con delle finalità ben definite. Posso immaginare come l'idea sia nata dalla necessità di creare un'azione di promozione del brand integrandola con la sposorizzazione sopra citata. Cosa potrebbe servire agli invitati di un tale evento? Beh, pensando a qualcosa di economico, utile ed originale la risposta è arrivata.
La cosa che piu' mi fatto riflettere è il fatto che, nonostante dei fazzoletti si facciano diversi usi, il rapporto di maggiore intimità e quindi coinvolgimento avviene quando si ha l'esigenza di asciugare delle lacrime.
Come puoi far provare un prodotto che sembra posizionato su di un benefit che soddisfa questa esigenza (appunto asciugare le lacrime con dei veli vellutati)? Infatti, non si piange a comando e quando ci capita non notiamo nemmeno con cosa ci asciughiamo. Una cosa è certa, si hanno piu' probabilità di testare un tale prodotto se in presenza di un film strappalascrime.
Un fazzoletto usa e getta, apparentemente senza valore, nemmeno delle marche piu' note, diventa improvvisamente nostro complice in un momento di intimità. Fantastico!
Probabilmente un'azione di sponsorizzazione che sarebbe rimasta inosservata senza una tattica a contenuto creativo come questa, è riuscita invece a colpirmi e commuovermi =)